La Federação
Anarquista Gaúcha (FAG) ringrazia fraternamente per la solidarietà che si sta
manifestando, e riafferma i suoi principi rispetto a quanto è accaduto il
29 ottobre a Porto Alegre. Siamo uomini e donne liberi, dotati di ideali e
certi del diritto che abbiamo di esprimerle politicamente e socialmente, e
continueremo per la nostra strada.
Il pomeriggio del 29 ottobre è scattata
l'esecuzione da parte della Polizia Civile di Rio Grande do Sul due mandati
giudiziari (Giustizia Statale) di perquisizione e
sequestro della sede
pubblica [della FAG] a Porto Alegre e presso l'indirizzo registrato del sito
vermelhoenegro.org nella città di Gravataí. Questi ordini
consentivano la
presa di materiale stampato di propaganda, computer (CPU) e altri oggetti
inerenti alla causa in oggetto. Gli agenti dello Stato inizialmente
hanno tentato di buttare giù il portone secondo testimoni tra i vicini della
sede, perché in quel momento la sede era chiusa. Una volta entrata nella
sede, il mando è stato letto e hanno iniziato a cercare all'interno del
locale manifesti, bollettini informativi ed altri documenti e hanno
scollegato il telefono, dicendo che durante
l'azione di perquisizione non lo
si poteva usare. L'aggravante è che oltre al materiale richiesta per ordine
giudiziario, nel quale si ritiene responsabile la governatore insieme alla
Brigada Militar (polizia militare statale) per l'assassinio di Eltom Brum da
Silva, sono stati portati via anche archivi di altre produzioni
stampate di
opinione politica e d'informazione, come un archivio di carte che chiedono le
dimissioni della governatore e denunciando l'ingerenza della Banda
Mondiale
nel suo progetto politico. Questo materiale fa parte di una campagna pubblica
lanciata dalla FAG nel contesto di una più ampia campagna di una
larga
mobilitazione sindacale e popolare che si sviluppa in questo stato da
almeno un anno.
Secondo quanto detto da parte della Polizia Civile, il
processo è fondato da una causa indetta dalla governatore Yeda Crusius (PSDB)
contro la FAG per ingiuria, calunnia e diffamazione, riferito all'uso del
termine "assassina", pubblicata in opuscoli, manifesti e sito web. Tuttavia,
sono stati sequestrati anche altri
documenti non inerenti al fatto, così come
una collezione di dischi di archivio di backup e del proprio CPU. Gli agenti
hanno chiesto se fossero presenti nella sede armi e droghe, in un chiaro
tentativo di criminalizzarci; chiedevano inoltre chi prendesse le decisioni,
chi fossero i responsabili, come funzionasse la FAG, se fosse legalmente
registrata come associazione o entità legale. Cercavano inoltre, con un
secondo mandato, l'indirizzo o il responsabile del sito internet, una
chiara minaccia alla libertà di espressione, e il tentativo di criminalizzare
il suo responsabile tecnico, che non è stato individuato. Il responsabile per
l'indirizzo
fisico del portale è stato accompagnato alla 17a delegazione e lì
arrestato; inoltre, a Gravataí (Regione Metropolitana di Porto Alegre) il CPU
del suo computer, un palm-top di uso personale e archivi di documenti vecchi
della FAG, immagazzinati lì da molto anni, come manifesti, riviste e vari
bollettini.
In totale, la repressione politica da parte della governatore
è terminata con l'identificazione di quattro persone che sono stati fermati
per interrogatorio. Le
udienze avranno luogo alla 17a Delegazione della
Polizia Civile a Porto Alegre dopo l'inchiesta con possibile accuse ed
ulteriori processi giudiziari contro gli
individui identificati e tenuti
responsabili per detta campagna pubblica di diffusione di opinione, a nome
della FAG, sull'assassinio di un compagno del
Movimento dei Senza Terra (MST)
alla tenuta Southall a São Gabriel (Fronteira Oeste), il 21 agosto di questo
anno. Ripetiamo che non solo detto materiale
offensivo è stato sequestrato,
ma anche vari archivi di testi e dischi, documenti politici, verbali di
incontri e riunioni, e anche oggetti di spazzatura; denunciamo
anche la
minacciata oscuramento del sito vermelhoenegro.org. Così, avvisiamo tutti
i compagni e tutte le compagne, tra cui anche quelli/e che simpatizzano con
noi, perché il nostro sito internet è stato oscurato, o meglio
censurato. L'episodio dell'assassinio del senza terra Eltom Brum da
Silva, la lotta di idee, la
propaganda e agitazione prodotta dalla FAG sui
fatti, tutto ciò ha dato luogo all'accusa di ingiuria, calunnia e
diffamazione, con conseguente perquisizione e
sequestro del materiale diffuso
durante la settimana successiva al 21 agosto 2009. A São Gabriel, nel sud del
paese, il senza terra Brum fu ucciso in modo vile con un tiro da un calibro
12 alla schiena ma ci sono notizie che non concordano per quanto riguarda il
responsabile per la sua morte. Un fatto è fondamentale e l'abbiamo
già chiesto: a prescindere dall'intestato del porto d'armi in questione e
dalle sue intenzioni, non sono i governanti responsabili per la polizia e per
le altre istituzioni di Stato?
In cima alla gerarchia ci sono i
governatori degli stati brasiliani, i capi delle Polizie statali (Civile e
Militare), così la governatore del Rio Grande do Sul, Yeda
Crusius, così come
sarebbe in qualsiasi altro stato del paese, è direttamente responsabile di
qualsiasi azione di coloro che lei comanda. Ma ci sono altre
considerazioni
importanti. Le politiche pubbliche implementate dai governi sono anche la
responsabilità di chi le definisce e esegue, di nuovo rappresentato nel
capo,
il governatore. Non solo il fatto dell'assassinio di un Senza Terra nel
2009, caratterizzato dalla stampa tradizionale come uomo politico, ma anche
le conseguenze delle politiche per l'educazione e per la salute pubblica,
della criminalizzazione della povertà nelle periferie urbane e nelle
campagne, nonché dei movimenti sociali e sindacati che sono bandiere
legittime che vari settori del popolo organizzato levano contro questo
governo da anni. Non ci sono casi isolati, ma un indurimento dei dispositivi
di criminalizzazione e repressione brutale di tutti questi settori, come per
esempio lo sciopero dei lavoratori delle banche e degli insegnanti
statali nel 2008 ed il tentativo di criminalizzazione dell'opposizione dei
lavoratori del settore pubblico guidati dal sindacato CPERS, una lunga
traiettoria di lotte. Né possiamo omettere il processo politico lanciato
insieme al Pubblico Ministero statale contro il MST, una cospirazione di
Stato con la chiara intenzione di criminalizzarlo.
Un altro aggravante
di questo governo sono gli effetti - a breve, medio e lungo termine - dei
debiti con la Banca Mondiale, per esempio il tentativo di vendere la
Pampa
agli interessi dei produttori di carta, la prevalenza dell'agricoltura
a gestione industriale su quella a gestione familiare e il finanziamento
diretto e indiretto dei gruppi e delle corporazioni nazionali e
multinazionali. Infine, si applica il piano strategico neoliberista per il
Rio Grande do Sul pubblicamente conosciuto nell'agenda 2020 e questi
obiettivi sono le responsabilità di tutti coloro che compongono il governo
con funzione politiche (di 1°, 2° e 3° grado) e
principalmente della
governatore Yeda Crusius, evidente difensore del suo progetto di governo, o
meglio, del progetto delle elites che la sostengono e degli interessi che
queste rappresentano.
Non ignoriamo il ruolo delle classe dominanti come
agenti decisivi nella politica e della loro influenza nel gioco di interessi
che caratterizzano i governi di turno
dello stato di Rio Grande do Sul. Sono
gli interessi dei latifondisti e dell'agricoltura industriale e tutta la sua
catena devastante, come l'industria del celluloso, il deserto verde, lo
sfruttamento delle riserve d'acqua, il tentativo di criminalizzare l'MST, la
chiusura delle scuole itineranti degli accampamenti, ecc.
Inoltre, in gioco
ci sono gli interessi di coloro che vivono dalla sistematica rapina del
popolo, dalla corruzione istituzionalizzata, da malversazioni
bancarie, dall'vecchio ordine di fregare, di disprezzare il popolo ed i suoi
diritti e capacità di ribellarsi. Ci sono stati innumerevoli denunce e prove
della scandalosa corruzione, ci sono stati molti tentativi di screditare e
impedire ai sindacati, alle categorie ed ai movimenti sociali di manifestare
il loro ripudio, il loro
opinione.
La politica di togliere i diritti
ai lavoratori, molto dei quali conquistati orgogliosamente con dure lotte dai
sindacati di resistenza negli ultimi cento anni,
non è un'esclusività del
governo Lula. Qui nel Rio Grande do Sul il governo di Yeda Crusius ha
adottato e continua ad adottare molti mezzi per reprimere e
criminalizzare
gli insegnanti statali ed il loro sindacato (CPERS), nonché i suoi dirigenti.
Le scuole pubbliche statali sono diventati un business tra il governo e
le
organizzazioni private, le fondazioni per l'educazione, vere fogne per il
denaro pubblico con la loro logica di gestione ed i suoi interessi, dove a
guadagnare sono i soliti noti e a perdere è il popolo. Le conquiste di
decenni di lotte delle categorie dei lavoratori della scuola sono sotto dura
attacco dall'attuale politica
per l'educazione del governo statale, prima
personificata nella figura di Mariza Abreu, ex-Segretaria
all'istruzione.
Il CPERS insieme ad altri sindacati del settore pubblico
statale organizzati nel Fórum dos Servidores, e con vari settori dei
movimenti popolari, sindacali e
studenteschi hanno denunciato e hanno preso
posizioni contro queste politiche e le loro conseguenze. Questa campagna, che
si chiama "Fuori Yeda" ed alla quale noi partecipiamo, è il contesto per la
lotta di propaganda e agitazione, e fonte dei motivi per il processo contro
la FAG.
Vorremo riconoscere la solidarietà che ci è stata prontamente
manifestata da tanti compagni, organizzazioni, sindacati, mezzi di
comunicazione alternativi, dalla
commissione per i diritti umani dell'MST,
dal CPERS nella persona del suo presidente e vice presidente già presso la
nostra sede durante l'operazione della polizia, così come ringraziamo per
l'offerta dei servigi dei servizi giuridici di questo ed altri sindacati.
La
solidarietà per noi è un principio e siamo lietissimi con le
tante manifestazioni di solidarietà che abbiamo ricevuto e sicuramente
riceveremo da tanti
stimati compagni, come quella manifestata dalla
CGT-Spagna e dalla nostra consorella, la Federazione Anarchica Uruguaya
(FAU).
Negli esempi di Sacco e Vanzetto, riaffermiamo che la natura
criminale delle classe dominanti, le loro elites dirigenti, del sistema
capitalista, continuerà a
scontrarsi con l'antagonismo e la validità delle
nostre lotte, dei nostri principi e soprattutto del diritto alla libertà per
la quale continueremo a lottare. Con un
occhio fermamente sull'orizzonte
libertario che vogliamo raggiungere, con la dignità dei militanti e la
solidarietà con le classi oppresse, ai popoli che lottano, i loro desideri di
costruire già da ora i percorsi verso una nuova società, la cui
parola d'ordine è "non un passo indietro!"
Un offeso contro uno è un
offeso contro tutti! Per il socialismo e per la libertà! Chi lotta non
muore mai!
Federação Anarquista Gaúcha
Sabato, 31 ottobre 2009,
Porto Alegre, RS, Brasile.